Eighth book of five-voice madrigals

Description

19 pieces
Dedication: Archilei, Ferdinando to Doni, Nicolò - Roma, 30 Nov 1618 Transcription: AL GENEROSISSIMO SIGNORE IL SIG. NICOLO DONI. NON è cosa nuoua che i parti d’ingegno escano alla publica luce, sotto l’ombra fauoreuole di persona ingegnosa. Et io nel mandar’ alle stampe questi componimenti musicali di Pomponio Nenna, huomo con cui par’ rinascesse, e si perfettionasse la musica; et di alcuni altri virtuosi per meglio compir’ l’opra aggiunti nel fine; hò pensato non trauiar’ dal vecchio costume, dal quale non mi ritira punto la querela comune, che gran’ penuria si troui di huomini virtuosi, et che se bene la virtù fù sempre di pochi, hora però pochi sieno della virtù, e doue prima da molti, seguita, da molti ella, quasi sdegnosa fuggiua, hora sia fuggita scambieuolmente da molti, da pochi cercata, et ottenuta. Ma sieno giuste, ò men’ giuste le querele, nol’ giudico; à mè sol’ basta haver’ voi, Sig. mio, che sete non meno per opinione, che per esperienza di tutti, fedelissimo seguace della virtù, et amorevole de virtuosi in seno del quale inuio questo tenero parto, che esce di nuouo alla vita. Nè dubito punto, che per l’innata cortesia vostra, e per la cognitione, che hauete di questa nobilissima scienza non siate per aggradir’ il dono, che son’ per far’ al Mondo; Grande egli inuero in se stesso; mà tant’ hora maggiore, quanto maggior’ è il prezzo ch’ ei prende dal nome vostro. Fù sottoposta vn’ pezzo quest’opra à quel’ disastro comune de gl’ huomini in qual’siuoglia scienza segnalati, che per lo più, quanto son’ fauoriti dalla natura, tanto son’ perseguitati dal caso, e doue maggior’ ingegno risplende, quiui suole minor’ fortuna trouarsi; Onde giaceuasi in tenebre tanto contenta e satisfatta di quelle, che non pensaua più d’vscir’ alla luce, anzi pareua gli fusse tolto il modo di poter’ vscirci; Mà io per non priuar, et il mondo di tanto diletto, e si grand’ huomo della douuta gloria, già che con lui rinacque la musica, giudicai non esser douere, che con lui morisse; E quest’è la cagione che m’hà mosso à raccorla insieme à risarcirla da i patiti danni, e con aiuto, e consiglio d’huomini della professione, ad aggiungerui anco vna parte, che per essersi à gran tempo smarrita dall’altre leuaua del tutto la speranza di poter’ mai del restante godersi. Nel che ho stimato cosa giusta e ragioneuole, con qualche nota d’audacia, comprar’ la volontà di tanti, che bramano veder’ quest’opra finalmente in luce. Mà quando mai altro non conseguissero le mie fatiche, assai è l’h[a]uer’ potuto compiacere e seruir’ à voi al quale deuo per tanti titoli impressimi altamente nel cuore, quante note son’ in quest’opra scolpite. E non è poca ventura ch’ io possa darui segno della seruitù mia, con questi concenti, dalla suauità de i quali sò che sarà quella addolcita in modo che non sia del tutto indegna di voi. Viuete felice. Di Roma li 30. di Nouembre. 1618. Humilissimo, et obligatissimo seruitore Ferdinando Archilei.
RISM B I, 1618-11

Publisher

Roma: Ferdinando Archilei; Giovanni Battista Robletti

Date

1618

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